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“Operazione riVELAta”

 

“Operazione riVELAta” è un progetto sociale di terapia velica. L’idea del corso nasce dall’affermazione di questa recente disciplina sportiva applicata alla formazione e riabilitazione dei ragazzi diversamente abili.

 

Cos’è la VELATERAPIA

 

La Velaterapia è oggi tra le terapie sportive per la riabilitazione di difficoltà ed handicap fisici o psichici che sta prendendo maggiormente piede.

La vela infatti, oggi, è per molti sempre meno uno sport d’elite e sempre più un’alternativa terapeutica importante.

Governare una barca a vela, fare lavoro di squadra ed acquisire libertà di movimento, sia pure quando necessario, con l’ausilio di specifici supporti che rendano accessibile l’imbarcazione a chi ha difficoltà motorie, dà risultati sorprendenti sotto diversi punti di vista; consente di accogliere la terapia in modo proficuo, moltiplicandone i benefici sia fisici che psicologici.

I movimenti della barca che provocano instabilità fisica stimola i sensi dei ragazzi ad aumentare la capacità di trovare un piano d’appoggio e un equilibrio più sicuro sia fisico che mentale.

Si tratta di una terapia di accompagnamento che corre parallelamente alle vere e proprie cure fisico-mediche e psichiatriche, ma che coinvolge sempre più l’operato di associazioni sportive, volontariato, strutture sociosanitarie ed appassionati di barca a vela.

Chi ha bisogno di acquisire maggior sicurezza di sé e dei propri movimenti, di conciliarsi con gli altri e proporsi in modo più sereno, in barca a vela comincia a ricostruire il tessuto dei rapporti sociali e la trama del contatto fisico di sé con la natura.

   

Scopo dell’iniziativa

 

Teoria e pratica “navigano” insieme: scopo dell’iniziativa, oltre a quello di supportare le attività ludico-sportive dei portatori di handicap, è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sul valore della Velaterapia, dimostrando sia attraverso la ricerca scientifica, sia attraverso la pratica sistematica di questo sport, l’elevato valore benefico psico-fisico e il notevole contributo sociale della vela su persone diversamente abili.

 

Durata del corso e luogo di pratica

 

Dimostrata la validità di questa terapia velica con una pratica sistematica, la durata del progetto si estenderà dal mese di Aprile al mese di Ottobre 2008 con la frequenza di un’uscita di due ore  alla settimana. I giorni delle “veleggiate” verranno stabilite in base alle perfette condizioni meteo-marine di volta in volta.

Il luogo di partenza delle barche messe a disposizione dal Club Nautico Fanese sarà il porto turistico “Marina dei Cesari” di Fano e si navigherà nelle acque antistanti.

E’ indispensabile che la terapia abbia una certa continuità ed essendo noi già al terzo anno esecutivo, si spera che questo progetto possa poi ripetersi anche negli anni a venire.

 

VELATERAPIA 2008

“Lupetto di Mare”

 

“Lupetto di mare” è un progetto che il Club Nautico Fanese ha attualmente in programma per la promozione sportiva della vela nelle scuole elementari e medie di Fano.

Si articola in alcune lezioni di teoria presso l’istituto scolastico e visite presso il Club Nautico al Lido di Fano per la visione e l’applicazione dei fondamenti della vela. La teoria presso l’istituto prevede la storia della navigazione dagli antichi ad oggi, cenni di meteorologia, le andature, nomenclatura delle barche e altro ancora; le visite al Club prevedono l’armo e disarmo della barca, rosa dei venti, nodi fondamentali e giochi riassuntivi delle nozioni apprese.  

Il momento favorevole per insegnare ai bambini i primi elementi della vela è quello che va dai sette agli otto anni. Si tratta di avvicinarli gradualmente a quello che in fondo può essere considerato un «nuovo» gioco che li porterà a contatto con la natura, in un ambiente sano e pulito vicino ai significati più genuini della vita, rafforzandone il carattere in formazione e favorendo passi sicuri verso un'adolescenza già con interessi che stanno prendendo contorni definiti.

Con la vela si aprirà per loro un mondo al quale rimarranno senz'altro fortemente legati, conservando le prime sensazioni e ricordando le nozioni di base alla padronanza delle quali sono giunti sempre con riflessione, ragionamento e consapevolezza delle responsabilità verso se stessi. Per molti, è probabile, la vela si trasformerà in un'irrinunciabile passione che influenzerà anche lo sviluppo armonico della loro personalità e forse anche le loro successive scelte di vita.

Guidarli in questi primi passi con l'intenzione di dar loro una prima iniziazione di vela, non è francamente cosa facile. Nel mondo dei piccoli occorre entrare con attenzione e prudenza, scegliendo un linguaggio semplice e persuasivo (e soprattutto lontano da rigide imposizioni), adatto per fugare i primi timori, preparando la resistenza alla fatica, la confidenza con l'acqua, la consapevolezza del pericolo, il coraggio per affrontarlo e l'emulazione con i coetanei.

Il bambino non sa di vento, non sa di vela e ignora i principi fisici che portano una barca a muoversi. Accoglie però con curiosità ed interesse le spiegazioni presentate in un certo modo e si trova a suo agio nello scafo interpretando la proposta di starci dentro come gioco, fiducioso delle sue sponde protettive quasi come un'immagine che si avvicina a quella materna, perché in quell'interno accogliente trova sicurezza e difesa.